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I figli nati fuori dal matrimonio hanno, secondo la legge italiana, gli stessi identici diritti dei figli nati da genitori coniugati. Non esistono più distinzioni tra figli “naturali” e “legittimi”: il loro status giuridico è parificato in tutto e per tutto, sia dal punto di vista affettivo che patrimoniale.
Ciò significa che, in caso di separazione o interruzione della convivenza tra i genitori, i figli hanno diritto:
Se il padre non ha riconosciuto il figlio al momento della nascita, è possibile avviare un procedimento di riconoscimento giudiziale di paternità, che consente al figlio di ottenere tutte le tutele previste: affettive, economiche e successorie.
Il servizio legale si occupa di accompagnare il genitore (madre o padre) in tutte le fasi necessarie: dalla richiesta di riconoscimento, alla definizione dell’affidamento e del mantenimento, fino all’eventuale tutela giudiziaria nei confronti del genitore inadempiente o assente.
Quando due genitori non sono sposati, ma diventano genitori di un figlio comune, la legge riconosce in automatico pari diritti al minore, esattamente come se fosse nato all’interno di un matrimonio.
Il primo passo è il riconoscimento del figlio: può avvenire al momento della nascita (contestuale da parte di entrambi) oppure successivamente, da parte di uno solo dei genitori, con la possibilità per l’altro di effettuare il riconoscimento in un secondo momento. Se il padre non effettua il riconoscimento, è possibile avviare un riconoscimento giudiziale di paternità, tramite test del DNA e accertamento in tribunale.
In caso di rottura della coppia genitoriale, devono essere stabilite tutte le condizioni a tutela del minore: affidamento (condiviso o, in rari casi, esclusivo), collocamento, diritto di visita, mantenimento ordinario e straordinario. Tali condizioni possono essere definite in forma consensuale o, se necessario, davanti al tribunale.
Anche i figli nati fuori dal matrimonio hanno diritto a essere eredi legittimi dei genitori e ad avere garantito il mantenimento fino alla piena autosufficienza economica.
Il ruolo dello studio legale è quello di difendere l’interesse del figlio, guidando il genitore attraverso la definizione dell’accordo genitoriale, la quantificazione dell’assegno di mantenimento e le eventuali azioni legali nei confronti del genitore inadempiente o non collaborativo.
Ogni procedimento in ambito familiare può comportare conseguenze economiche rilevanti. Ti aiutiamo a capire quali sono gli effetti patrimoniali più comuni e in che modo possono incidere sulla tua situazione personale e familiare.
Entrambi i genitori sono tenuti a contribuire economicamente in base alle proprie capacità, anche se non sono mai stati sposati né conviventi.
Se il figlio vive stabilmente con uno dei due genitori, l’altro è tenuto a versare un assegno mensile per coprire le spese ordinarie.
Le spese mediche, scolastiche o extracurriculari non previste devono essere suddivise tra i genitori in misura concordata o, in mancanza di accordo, stabilita dal giudice.
I figli nati fuori dal matrimonio hanno pieno diritto a ereditare dal genitore, al pari dei figli nati in costanza di matrimonio.
Se necessario, si può agire in giudizio per ottenere il riconoscimento della paternità e accedere così a tutti i diritti patrimoniali e affettivi.
Siamo a disposizione per ascoltarti, rispondere ai tuoi dubbi e guidarti verso la soluzione più adatta alla tua situazione familiare. Compila il modulo o utilizza i contatti diretti.
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ìSì. La legge italiana non fa più distinzione tra figli “legittimi” e “naturali”: tutti i figli, indipendentemente dallo stato civile dei genitori, hanno gli stessi diritti in termini di mantenimento, affetto, eredità e protezione giuridica.
Il riconoscimento può avvenire alla nascita o in un momento successivo, da parte di uno o entrambi i genitori. Se uno dei due si rifiuta di riconoscere il figlio, è possibile avviare un procedimento giudiziale per accertare la maternità o la paternità.
Sì. Se il padre biologico non ha riconosciuto il figlio, è possibile chiedere il riconoscimento in tribunale. Una volta accertata la paternità, il giudice può stabilire un assegno di mantenimento retroattivo e continuativo.
Non automaticamente. Tuttavia, se viene accertata legalmente la paternità o maternità, anche dopo la morte del genitore, il figlio avrà pieno diritto alla quota ereditaria spettante per legge.
L’affidamento può essere regolato in forma consensuale tramite un accordo tra i genitori. In caso di disaccordo, si ricorre al tribunale, che valuta quale soluzione garantisca maggiormente l’interesse del minore.
Sì, ma solo in presenza di motivi gravi: abbandono, violenza, inadeguatezza genitoriale o totale assenza del genitore. L’affidamento esclusivo è una misura eccezionale, valutata caso per caso.
Sì, è fortemente consigliato. Un avvocato può assistere nella richiesta di mantenimento, nel riconoscimento giudiziale, nella definizione dell’affidamento e in ogni altro passaggio utile a tutelare i diritti del minore.