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Il divorzio congiunto con negoziazione assistita è una procedura stragiudiziale che permette a due coniugi di sciogliere il matrimonio in modo rapido, collaborativo e senza dover comparire davanti a un giudice.
È indicato per coppie che hanno già raggiunto un accordo su tutte le condizioni del divorzio – come l’affidamento dei figli, l’eventuale assegno, la casa coniugale e la divisione dei beni – e desiderano formalizzare tale intesa con l’aiuto dei rispettivi avvocati, evitando l’udienza in tribunale.
La procedura viene gestita interamente nello studio legale, dove gli avvocati delle parti raccolgono l’accordo, lo redigono secondo i criteri normativi e lo inviano alla Procura per il controllo. Solo in caso di presenza di figli minori, disabili o non autosufficienti, la Procura verifica che siano rispettati i loro interessi.
Questo strumento consente di risparmiare tempo, costi e stress, pur garantendo pieno valore legale all’accordo. Una volta approvato, il documento ha infatti gli stessi effetti di una sentenza del tribunale.
Il divorzio congiunto con negoziazione assistita è un procedimento che si svolge completamente fuori dal tribunale, ma sotto la guida obbligatoria di due avvocati, uno per ciascun coniuge.
Il percorso inizia quando entrambi i coniugi dichiarano la volontà di divorziare e di procedere in modo consensuale. I rispettivi legali avviano così una negoziazione formale, durante la quale raccolgono e definiscono ogni punto dell’accordo: affidamento dei figli, mantenimento, casa coniugale, patrimonio, e ogni altro aspetto necessario.
Una volta raggiunta l’intesa, l’accordo viene redatto e sottoscritto da entrambe le parti e dai loro avvocati. Questo documento viene poi trasmesso alla Procura della Repubblica:
Quando l’accordo è approvato, ha lo stesso valore legale di una sentenza di divorzio. La coppia, di fatto, è divorziata senza mai dover comparire in udienza.
La procedura si distingue per efficienza, riservatezza e tempi ridotti, ed è particolarmente indicata per chi desidera gestire la separazione in modo sobrio e collaborativo.
Ogni procedimento in ambito familiare può comportare conseguenze economiche rilevanti. Ti aiutiamo a capire quali sono gli effetti patrimoniali più comuni e in che modo possono incidere sulla tua situazione personale e familiare.
Se previsto, l’importo viene concordato tra le parti durante la negoziazione, tenendo conto delle esigenze economiche, dell’autosufficienza e del contributo dato alla vita familiare.
I coniugi decidono liberamente a chi attribuire l’uso dell’abitazione, con priorità al genitore collocatario dei figli o secondo logiche patrimoniali condivise.
L’accordo può disciplinare la ripartizione di spese straordinarie, spese legate ai figli o a beni comuni ancora indivisi.
Se c’è un regime di comunione legale, è possibile inserire nel patto la divisione dei beni mobili o immobili, in modo da regolare tutto in un’unica soluzione.
Una volta approvato dalla Procura, l’accordo ha effetto esecutivo immediato e vincolante, senza ulteriori passaggi giudiziari.
Siamo a disposizione per ascoltarti, rispondere ai tuoi dubbi e guidarti verso la soluzione più adatta alla tua situazione familiare. Compila il modulo o utilizza i contatti diretti.
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La procedura è generalmente molto più rapida rispetto a quella giudiziale. In assenza di particolari complessità, può concludersi anche entro 30–60 giorni dalla firma dell’accordo.
No. Una delle principali caratteristiche della negoziazione assistita è proprio l’assenza di udienza: tutto avviene tra avvocati, con trasmissione finale dell’accordo alla Procura per il controllo.
Se ci sono figli minori, disabili o non autosufficienti, la Procura verifica che l’accordo li tuteli adeguatamente. In assenza di figli, si limita a una verifica formale. Se l’accordo è regolare, viene approvato.
I costi variano in base alla complessità dell’accordo e al compenso degli avvocati. In generale, è più economica del divorzio giudiziale e spesso più snella anche rispetto alla via tradizionale in tribunale. Puoi richiedere un preventivo personalizzato.
Sì. Una volta firmato e approvato dalla Procura, l’accordo di negoziazione assistita produce effetti legali vincolanti, esattamente come una sentenza di divorzio emessa da un tribunale.
Sì. La negoziazione assistita è ammessa anche in presenza di figli, ma l’accordo dovrà essere trasmesso alla Procura per la verifica dell’interesse dei minori.
Certo. È possibile includere nell’accordo la divisione dei beni mobili o immobili, purché le condizioni siano chiare, condivise e legalmente valide.