Spesso si sente dire.. “io il divorzio non te lo do!”
Infatti mi trovo in studio persone terrorizzate perché vorrebbero separarsi e divorziare ma credono di essere vincolate dal consenso dell’altra parte.
Vivono una esistenza ormai soffocante, non riescono più ad avere un’armonia familiare e sono ben consapevoli che separarsi potrebbe risolvere i conflitti (interiori e non) che stanno vivendo.
Sanno che separandosi potrebbero poter continuare ad avere un rapporto pacifico con il coniuge e contemporaneamente mantenere rapporti significativi con i propri figli.
Allo stesso tempo si sentono in trappola perché temono che ciò non potrà mai verificarsi senza l’autorizzazione dell’altro con conseguenze psicologiche anche molto gravi.
Tutto ciò, per fortuna, è completamente inesatto e falso.
È ovvio che nel caso in cui vi sia un accordo tra le parti è tutto più semplice e veloce. È anche vero che è un tuo diritto separarti e divorziare.
La richiesta di separazione in questo caso andrà fatta al Tribunale competente il quale accoglierà la domanda di separazione che l’altro lo voglia o meno.
Il Tribunale ovviamente deciderà anche sulle condizioni cosiddette accessorie come l’eventuale assegno di mantenimento per la moglie, il contributo al mantenimento per i figli, l’assegnazione della casa coniugale e così via.
La domanda di separazione – intesa come richiesta di dichiarazione dello status di separati – non trova praticamente mai diniego. Allo stesso modo quella di divorzio (salvo conclamata riconciliazione durante la separazione).
Ad onor del vero spesso il coniuge che “non voleva dare la separazione o il divorzio”, dopo aver ricevuto una lettera da parte dell’avvocato dell’altro contenente l’invito a trovare una soluzione pacifica per la separazione, comprende che la volontà di separarsi è effettiva e, suo malgrado, si mette l’animo in pace e cerca di trovare un accordo bonario.